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09/05/11

Concorso nazionale biennale "I Vasi Officinali" - Collegno (TO)

Venerdì 6 maggio 2011 a Collegno (To) nella splendida Sala delle Arti della Certosa Reale, si è tenuta l'inaugurazione della mostra che raccoglie i vasi officinali selezionati per la quarta edizione del Concorso intitolato a Lucio De Maria, un importante appuntamento artistico organizzato dall'Associazione culturale "Gli Argonauti" e dalla Città di Collegno.

"Le molte opere esposte alla Sla delle Arti nella loro multiformità sono altrettanti percorsi che crediamo possa essere legittima soddisfazione ospitare a Collegno un evento artistico di così grande rilievo, dove sensibilità ed arte si fondono per farsi testimoni del tempo presente" (Silvana Accossato - sindaco di Collegno)

La bella mostra è visitabile dal 6 maggio al 5 giugno 2011 alla Sala delle Arti (Certosa Reale - Collegno -To) dal mercoledì alla domenica 15.00 - 19.00 (chiuso Lun e Mart.)

Anche io partecipo alla mostra con un vaso realizzato in paperclay di porcellana e decorato con una tecnica a murrine. Qui di seguito alcune fasi della lavorazione. Per me è un grande onore essere presente.

18/05/10

Manici in salice piemontese

Come già confidato in post precedenti la mia forma ceramica prediletta è senza dubbio la teiera, e non starò qui a tediarvi con le mie laconiche motivazioni. Certo è che quando ho provato a foggiare teiere in stile giapponese alle quali poi applicare il classico manico in bambù mi sono ritrovata a scontrarmi con una dissonanza di fondo.

Tendenzialmente sono molto legata al mio territorio, ai mei paesaggi, ai boschi e alla natura che circonda la mia casa e i miei spazi. Questo mio legame contraddice il voler simulare una linea che tradizionalmente non appartiene alla mia cultura. Ho quindi eliminato il manico di bambù che mi sembrava lontano dalla mia linea formale e a questo punto mi si poneva il problema di come sostituirlo.
Guardandomi attorno, nel mio giardino e fra gli oggetti di casa ho trovato dei vecchi cesti di salice bianco che mio nonno aveva intrecciato durante gli inverni della mia infanzia e così ho trovato la risposta che cercavo. In maniera forse un pò romantica il legame tra la mia ceramica e il mio territorio è diventata così un pò più forte. Sicuramente le forme possono ricordare le teiere orientali, ma questo è dovuto al fatto che quelle sono la mia principale fonte di ispirazione e la mia idea di bellezza. Il manico però è un solido salice bianco piemontese.

Per chi può essere interessato può provarci facilmente in questo modo:

Quando le foglie non sono presenti sui rami (dall'autunno alla primavera) si possono tagliare i rami alla base del salice. Questi devono poi essere tenuti a bagno per almeno un giorno dopodiche possono essere agevolmente spellati. Si immergono di nuovo nell'acqua per almeno un giorno. L'acqua rende la fibra spugnosa del salice molto malleabile e così, dopo un pò di tentativi, si riusciranno a incurvare e intrecciare nelle forme che desideriamo.

Bisogna poi lasciare asciugare i manici affinchè tutta l'acqua evapori e poi si possono applicare alle teiere.
Io ho usato del filo di rame che ho infilato in un buchino praticato nel salice più grosso e poi avvolto attorno al terminale del manico. Come finitura si può dare un pò di impregnante a base d'acqua che rende il manico impermeabile e pulito.

L'utilizzo di un materiale della mia tradizione e costo di realizzazione praticamente nullo! Vi assicuro che la soddisfazione di aver prodotto i manici in proprio è stata notevole.

L'unico inconveniente è stato che per mettere a bagno i salici ho usato la mia capiente vasca da bagno per la gioia di tutta la famiglia.

Fong Choo e le sue sorprendenti miniature

Fong Choo è nato a Singapore, ma lavora e insegna in America. Egli ha dedicato una buona parte delle sue energie creative alla realizzazione di una serie incredibile di miniature di teiere, alcune non più grandi di un uovo. Ha il suo studio a Louisville, nel Kentucky dal 1985.

Le sue teiere racchiudono in sè armonia, precisione e grazia. La varietà delle forme e l'equilibrio che esse hanno con i colori delle superfici sono davvero sorprendenti. Le sue miniature sembrano porsi in un esercizio virtuoso al di fuori di ogni contesto dimensionale.

Qui di seguito alcuni dei suoi lavori.
http://www.fongchoo.com

24/09/09

Lastre e lustri - prof. G. Cimatti


Lo scorso week end ho nuovamente avuto l'onore di ospitare il prof. Cimatti per un workshop sui lustri ceramici. Il tempo non è stato troppo clemente con noi e ci ha fatto un pò soffrire proprio nel momento meno opportuno, ma il gruppo ha resistito e la nave ha evitato gli scogli.

La giornata di venerdì è stata dedicata alla foggiatura a lastra di una serie di vasi che ci sono poi serviti da supporto per la prova di applicazione dei lustri
Abbiamo applicato una serie di textures e di deformazioni plastiche alle superfici dei vasi e dato libero sfogo alla nostra vena creativa. Nel pomeriggio abbiamo iniziato a conoscere i prodotti coinvolti nella realizzazione dei lustri e a fare le prime prove su delle piastrine in biscotto che il maestro aveva già preparato.
Rame e argento: non avete più segreti per noi!
Il mattino del sabato il prof ci ha fatto già trovare le nostre prove smalti belle che cotte e ridotte. A questo punto ci aspettava l'analisi delle prove e l'applicazione delle nostre conclusioni ai pezzi che intanto il prof aveva già messo nel forno. Quando si dice ottimizzazione dei tempi di produzione il Cimatti non scherza!

Molto interessante è stato provare il nuovo metodo che il nostro maestro sta mettendo a punto per l'applicazione degli smalti: la smaltatura a secco.

Incredibile! La polvere sta veramente attaccata al supporto e i risultati finali sono sorprendenti!

La domenica mattina l'abbiamo dedicata alla teoria: tecnologia ceramica e lista della spesa. Poi la riduzione degli smalti con il forno in discesa e infine, dopo un pranzo in compagnia, la sfornata finale. Wow!

Il maestro ci ha poi deliziati con una breve dimostrazione al tornio dove ha foggiato per noi una ciotola e ci ha dimostrato come si può centrare l'argilla anche se la base si stacca dal tornio dopo l'apertura della palla. Se c'è riuscito lui devo riuscirci anch'io!... prima o poi!

Anche questo corso è stato fonte di nuova conoscenza e spunti creativi. Il fatto che i lustri non siano tra i miei effetti preferiti non ha comunque inciso sull'interesse che mi ha suscitato questa tecnica. Si possono sicuramente produrre dei lustri discreti e affascinanti e penso che presto proverò a realizzarli da sola.

30/06/09

Monocottura del gres.

Forno a 1200°C

Sabato 20 e domenica 21 giugno il prof. Giovanni Cimatti ha tenuto, presso la mia abitazione, il corso di monocottura del gres. Molti dubbi per fortuna si sono chiariti, ma inevitabilmente molte altre domande sono sopravvenute a corso ultimato. Sabato abbiamo realizzato delle forme in gres e porcellana per poi utilizzarle come supporti per campionare le prove smalti.


formulazione degli smalti

Poi siamo passati alla pesatura e miscelazione di 15 smalti ottenuti a partire da ricette formulate dal nostro maestro.Prove smalti

Durante il pomeriggio abbiamo applicato a pennello gli smalti, infornato e acceso il forno. Interessante la descrizione della curva di cottura che in questo caso era in riduzione. La cottura è proceduta fino a tarda sera e il gruppo ne ha approfittato per una pizza in compagnia.
Commento della cottura
La domenica mattina abbiamo sfornato i nostri campioni constatando che la riduzione era stata perfetta e i risultati erano quelli desiderati. Facendo riferimento alle prove realizzate abbiamo smaltato per aspersione due ciotole realizzate precedentemente dal maestro e sullo smalto di base abbiamo applicato gli smalti realizzati il giorno prima. La cottura si è protratta fino verso le 20. Il risultato è stato ottimo: quasi nulli i problemi e riduzione perfetta.


gruppo di lavoro

Considerazioni finali:


Importantissima la cottura, non ricette o curve predefinite, ma le nozioni di base per capire che cosa fare, a che temperatura e per quanto tempo. Altrettanto preziose le informazioni raccolte sulla formulazione e ancor più sulla correzione degli smalti per monocottura. La migliore riuscita di uno smalto rispetto ad un altro, la sua resa cromatica, la sua capacità di coesione con il pezzo non biscottato, e infine la sensazione di aver partecipato ad un gruppo di lavoro motivato e mosso dalla stessa passione per la ceramica.
Arrivederci a settembre per lo stage sulla foggiatura a lastre e sui lustri!

Convivialità

20/05/09

Nuovi esperimenti.



Le mie escursioni nella rete mi hanno condotta a siti di ceramisti che decorano i loro oggetti con l'intaglio. Questa tecnica mi è piaciuta moltissimo e così ho provato a realizzare qualcosa. La base è lavorata al tornio, rifinita e quando ha raggiunto la durezza cuoio incisa con il bisturi. Con la spugna o un pennello si passa poi alla pulizia dei tagli. E' un lavoro divertente e rilassante che mi ha dato molta soddisfazione. Sto riscoprendo la lentezza e la concentrazione nel lavoro di rifinitura.
Adesso sto lavorando su ciotole a doppia parete, appena ho qualcosa di pronto metterò un pò di foto.

Sono un pò in ansia per domenica 24 quando parteciperò all mostra mercato della ceramica di Murazzano. La gentilissima Sabine Fischer, l'organizzatrice, mi ha mandato l'elenco degli espositori e tra loro c'è molta gente davvero in gamba. Io e la mia amica Margherita proveremo a esporre i nostri pezzi, poi posterò lè mie considerazioni.

08/04/09

Considerazioni


Navigando per la rete ho l'occasione di visitare molti siti o blog che si occupano in modo diverso di ceramica. Da molti di questi siti riesco ad attingere molte informazioni preziose per il mio lavoro. Questo succede perchè chi pubblica il sito mette a disposizione di noi, navigatori del web, le sue esperienze. C'è poi chi condivide nel proprio spazio delle vere e proprie lezioni teoriche e pratiche su tecniche specifiche.

Tutto ciò mi ha fatto molto riflettere. Sì, perchè nelle mie escursioni ho riscontrato che generalmente chi è così disponibile a condividere le proprie esperienze con il mondo intero e quindi portare al di fuori del proprio laboratorio le proprie conoscenze è solitamente un ceramista NON di origine italiana.

Questo mio post vuole essere provocatorio. Mi chiedo: perchè noi siamo generalmente così gelosi del nostro orticello?

Mi viene in mente una chiacchierata che feci qualche anno fa con il mio maestro ceramista, Giovanni. Durante un suo corso mi stupii di quanto approfondita fosse la spiegazione della tecnica. Mi spiego meglio: dai corsi che avevo seguito precedentemente ero sempre uscita con un sacco di domande. La tecnica era sì spiegata però mancava sempre qualcosa. O una fase operativa, o il posto dove reperire il materiale,... C'era sempre la sensazione che il maestro tenesse qualcosa per sè, perchè lui quel qualcosa se lo era guadagnato con tanti anni di prove e di fatiche. Invece con Giovanni la tecnica, l'operatività, l'indirizzo dove recupareare il materiale, la modalità della cottura.... tutto era lì a portata di mano, bastava naturalmente avere l'attenzione e la capacità di coglierlo. Però tutto era svelato.

Domandai a Giovanni perchè lui fosse così trasparente, e lui mi rispose con un sorriso che se qualcuno vuole arrivare a fare quello che fai tu, anche se tu non glielo dici, se ha la determinazione per farlo prima o poi ci arriva. Quindi perchè non risolvere il problema a monte e magari rischiare di crescere entrambe?

Effettivamente questo punto di vista mi ha molto condizionato.

Sinceramente mi trovo molto più a mio agio quando una persona mi chiede qualsiasi cosa riguardo al mio lavoro: non nascondo nulla!

Questo fino ad ora è risultato un atteggiamento vincente. La gente si fida di te e in questo modo mi risulta più facile portare avanti il mio progetto: interessare più persone possibili al mondo della ceramica.

Da qui alla considerazione che facevo prima. Penso che in Italia è molto più diffusa questa forma di gelosia rispetto ad altri posti come Inghilterra, Stati Uniti o Australia. Per rendersene conto basta vedere il blog per esempio di Anthony Foo o di Graaham Hay, dove ci sono informazioni importantissime sulla lavorazione del Paperclay.

provare per credere.....

Se qualcuno legge gradirei molto conoscere il suo punto di vista.

13/03/09

Sotto il mare

In questi giorni ho preparato delle piccole lastrine che vorrebbero richiamare l'idea di creature marine. Sono fatte in porcellana di Limoges, montate su una base di paperclay sempre di porcellana di Limoges. Sono poi cotte direttamente a 1220°C senza cristallina.



Un piccolo foro permette di appenderle su una parete, in gruppi o singolarmente.